AMD EPYC.

Dal 2000 a oggi il consumo di energia elettrica nel settore dei datacenter è cresciuto del 155%. Ciò ha portato all’attenzione del problema l’industria informatica, i produttori di PC e i governi, ora più attenti al dispendio energetico dei server.

Il problema è più complesso di quanto si possa credere: le necessità e i bisogni di sostenere le moderne macchine che operano nel settore dei big data e dell’AI diventano sempre più esigenti. I datacenter del futuro devono essere sostenibili e con una maggiore efficienza energetica, di gran lunga superiore rispetto al passato.

E tra le varie soluzioni che mettono al centro la sostenibilità, ci sono i processori AMD EPYC che, nell’ottica di ridurre i consumi di datacenter e server, stanno spianando la strada per un futuro informatico green. Il processore di seconda generazione AMD EPYC ha infranto più di 100 record mondiali ed è tra i più efficienti al mondo dal punto di vista dei consumi.

AMD EPYC ha un consumo energetico inferiore che si traduce in un beneficio per l’ambiente. I processori AMD EPYC offrono fino a 64 core basati su architettura Zen 2 e un processo di produzione a 7 nm. Il processo produttivo a 7 nm si combina con la prossima generazione di AMD Infinity Architecture per ridurre il consumo energetico, portando a miglioramenti del TCO fino al 50% su numerosi carichi di lavoro, aumentando significativamente le prestazioni.

Numerosi sono i clienti dell’azienda californiana che hanno adottato i processori AMD EPYC, tra cui Jennifer Fraser, Senior Director of Engineering di Twitter, che afferma: “Twitter si impegna a ridurre l’impatto ambientale dei nostri data center trovando modi innovativi per aumentare l’efficienza. Il processore AMD EPYC di seconda generazione ci fornisce le prestazioni e il consumo energetico di cui abbiamo bisogno per onorare tale impegno, sostenendo al contempo l’elevato volume di traffico sulla nostra piattaforma. Utilizzando il processore AMD EPYC 7702 possiamo scalare i nostri cluster di calcolo con più core in meno spazio utilizzando meno energia, il che si traduce in un TCO inferiore del 25% per Twitter.”

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